La scatolina magica

Così è da sempre la sua vita: una scatola magica che conserva bottoni, nastri, lettere, foto, spilli, gingilli… tracce e memorie, gioie e sofferenze, sogni e disillusioni, passaggi e partenze.
Un alternarsi inaccettabile di emozioni fragili e fortissime.
Dalla sofferenza più insopportabile all’illusione di felicità più intensa ed esaltante.
Dall’istante di intravista serenità al precipitare nel dolore senza speranza.
La magia della scatola? Anche se continui a riempirla, non è mai colma: questo l’incanto, questa la maledizione.
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Flash di memoria:
una bambina, con la febbre alta, sente la corposità dei molari, l’umidore metallico della lingua, la volta asciutta e gommosa del palato.
Sente l’interno fisico di sé, grata per l’oblio restante.
Ascolta il proprio corpo mendicando il silenzio della mente.
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Flash di giorni incomprensibili:
una donna riservata, risponde se interrogata, lavora – a casa e fuori – apparentemente attenta a sé e agli altri.
Sente suoni e brusii indistinti, ottusa in una confusione esterna/interna che la stordisce.
Ascolta il vuoto, vede il silenzio, tocca il buio.
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Così sprofonda (chissà dove), fingendo.
La donna-scatolina che non s’apre mai, qui si socchiude e mostra il limite del suo sopportare che non c’è, il baratro dei pensieri che nasconde serrandosi, l’incubo dell’ineluttabilità che la uccide. Ma fuori l’ottone è lucido, lo smalto appena intaccato.
A., la donna-scatolina
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